BASTA GUARDARE IL CIELO
di Peter Chelsom, USA 1998, drammatico
A Cincinnati, il giovane Kevin Dillon, affetto da
una rara sindrome, e sua madre Gwen si trasferiscono
nella casa accanto a quella dove Maxwell Kane abita
con gli anziani nonni. Max ha 13 anni e l’aspetto di
un gigante, è lento a scuola, ha poco coraggio e non
riesce ad adattarsi. Max e Kevin sono degli esclusi che,
incontrandosi, si costruiscono una nuova vita. Insieme
partono alla ricerca della grandezza e del bene guidati
dal nobile spirito di Re Artù e dei suoi Cavalieri della
Tavola Rotonda…
Il progetto di Zonaprotetta dedicato alla salute sessuale degli MSM (omosessuali, bisessuali, persone queer e altri uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini)
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Gli stereotipi più diffusi attribuiscono alle persone gay caratteristiche dell’altro sesso: i gay hanno quindi comportamenti, atteggiamenti, gesti, abitudini tipici del sesso femminile e le lesbiche viceversa. Per esempio i gay non sono virili, si truccano, hanno la voce femminile o i tratti fisici femminili, amano la cucina e la casa o le cose futili, non sopportano il dolore, etc. Al contrario le lesbiche non si truccano, non si curano, hanno i capelli corti, sono grasse, giocano a calcio, non sono materne. La mancanza di conformità al ruolo di genere è strettamente associata all’assunzione dei ruoli sociali del sesso opposto: gli uomini gay sono tutti stilisti, parrucchieri, arredatori e infermieri mentre le lesbiche sono tutte camioniste, metalmeccaniche.

Analizzando la specificità di genere, gli uomini gay sono caratterizzati come soggetti predisposti alla sessualità passiva, promiscua, sfrenata, compulsiva mentre le donne lesbiche come persone dalla sessualità incompleta, infantile, amanti dell’esibizione sessuale. Nelle relazioni con l’altro sesso, spesso si crede che gli uomini abbiano una latente paura delle donne e le lesbiche abbiano maturato un odio verso gli uomini.
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Philippe BESSON,
Un amico di Marcel Proust, Guanda, 2005.
Parigi 1916. Il mondo è sconvolto dalla guerra ma
per chi vive in città la guerra è lontana. Il sedicenne Vincent,
bellissimo adolescente di buona famiglia, vive una
doppia iniziazione: della mente e del corpo. L’amicizia
con Proust è per lui una vera e propria iniziazione alla
letteratura e alla conoscenza dei complessi meccanismi
dei rapporti umani. L’amore di Arthur, giovane soldato
in licenza, è la maturazione alla vita, la consapevolezza
di amare gli uomini, la conoscenza delle atrocità della
guerra che irrompe con violenza nella sua esistenza. -
Alan BENNETT, Scritto sul corpo, Adelphi, 2006.
Adolescente di aspetto ancora infantile, Bennett osserva
instancabile il proprio corpo da bambino e quelli
dei coetanei che invece crescono, maturano, sbocciano
a una virilità tranquillizzante e preludio di un destino
“normale”. Il ritardo nella crescita è un muro che lo separa
dagli altri e mette in dubbio il suo futuro, ma è
anche predestinazione, motivo per riflettere su se stesso.
È, soprattutto, solo una delle forme possibili di quel sentirsi
diversi che costituisce il nocciolo dell’adolescenza.