Alan BENNETT, Scritto sul corpo, Adelphi, 2006.
Adolescente di aspetto ancora infantile, Bennett osserva
instancabile il proprio corpo da bambino e quelli
dei coetanei che invece crescono, maturano, sbocciano
a una virilità tranquillizzante e preludio di un destino
“normale”. Il ritardo nella crescita è un muro che lo separa
dagli altri e mette in dubbio il suo futuro, ma è
anche predestinazione, motivo per riflettere su se stesso.
È, soprattutto, solo una delle forme possibili di quel sentirsi
diversi che costituisce il nocciolo dell’adolescenza.

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