Francesco
Francesco ha 23 anni. E’ cresciuto a Mendrisio e attualmente
vive a Lugano. Ha avuto due relazioni di coppia durate rispettivamente uno e due anni. Adesso vive con un ragazzo da sei mesi.

Sono cresciuto a Mendrisio dove era difficile avere esperienze sessuali con altri uomini, cosa di cui sentivo il bisogno già da un certo tempo. Questo bisogno era cresciuto finché un giorno è uscito fuori. Ho potuto vivere la mia omosessualità l’estate in cui ho compiuto 18 anni, quando sono partito per l’Inghilterra. Per me, lo scopo di questo viaggio (tre mesi) era chiaramente quello di imparare l’inglese e allontanarmi dai miei genitori, ma anche poter vivere la mia sessualità. Una volta là, ho incontrato un uomo e dopo aver fatto l’amore per la prima volta mi sono detto: “Oh, finalmente: ecco cos’è!”

Non ho potuto dirlo subito agli amici con cui ero partito ma, ritornando, ne ho parlato subito con mia madre perché trovavo importante parlarne con le persone più vicine. Era una presa di coscienza personale che volevo condividere con gli altri, poter essere finalmente me stesso, liberarmi di qualcosa che sentivo particolarmente pesante. Non stavo bene nascondendo ciò che avevo bisogno di vivere. D’altronde, era difficile per me continuare a vivere così ed è stato necessario lasciare la casa dei miei genitori, circa quattro mesi dopo, per cominciare una storia di coppia con un ragazzo con cui ho vissuto per un anno. Parlarne a mia madre, ai miei amici, perfino a mio fratello, è stato facile. Per loro forse non è stato facile capire, ma lo hanno ammesso, accettato.

Per contro parlarne con mio padre non è stato possibile. Sapevo che’era qualcosa che non sarebbe stata accettata, che poneva dei problemi, visto che già non avevamo un buon rapporto. Ho sempre rimandato il momento per parlargliene perché non ho mai trovato l’opportunità per farlo. Un giorno lo ha chiesto direttamente a mia madre, voleva sapere se ero omosessuale. Mia madre glielo ha confermato e subito dopo ha voluto parlarne con me. All’inizio, la cosa ha preso una brutta piega, mi ha rimproverato il fatto di essere omosessuale, era molto deluso dalla mia attitudine, dal mio comportamento. Quel che trovavo aberrante era il fatto che pensava fosse una mia scelta e non qualcosa di naturale che si imponeva. In seguito, abbiamo avuto una discussione un po’ più costruttiva e si è reso conto che non si trattava di una scelta deliberata ma che la sola cosa che avessi scelto era di viverla.

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