• L’adolescente che si scopre gay o lesbica
    lo fa in un ambiente spesso ostile che lo segna
    a dito e gli dice: tu sei sbagliato/a.
    Il disagio causato dalla discriminazione può
    portare ad uno scarso rendimento scolastico,
    alla depressione e in alcuni casi al suicidio.

  • Floriano
    Floriano ha 20 anni, studia a Ginevra e vive solo già da 3 anni.

    Sono stato cresciuto da genitori “vecchi” (mi hanno avuto a 39 e 40 anni) ma molto aperti e dotati di eclettismo e di una tolleranza “universale”. I miei si sono presi tutto il tempo per poter vivere la loro vita e si sono mantenuti giovani a lungo. Mi hanno insegnato che la vita è aleatoria e che i differenti aspetti dell’esistenza possono talvolta essere contraddittori ma anche essere complementari. Dall’età di 12 anni mi sono accorto che potevo provare “qualcosa” per gli uomini (anche se indefinibile, a quell’età). Ho capito in fretta che si trattava di quella terribile cosa chiamata “omosessualità”. In effetti, vista l’apertura di spirito a cui ero stato educato, per me non c’era niente di orribile nel fatto di potere amare gli uomini. Era solo una constatazione in mezzo ad altre.

    Persuaso di essere esclusivamente omosessuale, ho cominciato molto presto a organizzare la mia vita di conseguenza. A 17 anni mi è apparso indispensabile lasciare la casa dei miei. Ho affittato un appartamento e ho trovato un lavoro senza, però, interrompere i miei studi. Ho fatto viaggi incantevoli, esperienze diverse e molteplici e ho potuto realizzare le mie fantasie, prendermi a carico e scoprire chi ero realmente. Sono stato a zonzo un po’ ovunque, nell’ambiente e fuori, serate tecno-drag queen o serate a scolarsi birra con amici etero… fino al giorno in cui mi sono innamorato di una ragazza. Era sublime, aveva tutto per piacere, e mi sono squagliato come neve al sole… Che shock! Mi piacevano anche le donne. Siamo usciti insieme per due mesi. E abbiamo fatto l’amore, senza nessun problema. Lei, però, abitava in Danimarca e così alla fine delle vacanze ci siamo salutati…

    Dopo questa presa di coscienza ho potuto constatare che le donne mi piacciono quanto gli uomini e ho smesso completamente di pormi domande. Uomini, donne? Diversi e così simili… Etero, omosessuale? L’oggetto non è certo lo stesso ma i problemi esistenziali di ognuno si somigliano così stranamente…

  • Oggi penso a quanto bella sia la giornata fuori, io rintanato in camera a studiare per un futuro che non mi entusiasma. Sento il suono dei locali in prossimità di casa mia che oltrepassa le persiane della mia finestra e giungono al mio orecchio, e questo a ripetizione per anni. Vivere nella menzogna non è semplice, e sto tenendo duro. La menzogna purtroppo è stata la base di quasi tutta la mia vita fino ad ora, questo perchè voi non mi permettete di amare liberamente, e perchè non mi permettete di essere quello che sono. All’amarezza per una vita insoddisfacente si accostano i dolori per la scomparsa di una persona che ho amato per davvero e il solo pensiero mi uccide. E non esiste paura più grande che dimenticare il suo volto e il suono della sua voce, che era bellissimo, il modo in cui canticchiava al mattino, e le sue strane movenze. Se solo fosse possibile dare una parte della mia vita per cederla a lui e rivederlo un solo giorno, lo farei, così da potergli dire , in 24 ore, ti amo infinite volte e così stringerlo a me e poter godere del suo volto che oramai vive in modo evanescente solo nei miei ricordi. Cosa faccio? L’unica cosa è pensare a lui prima di addormentarmi, lo faccio il più intensamente, seppur mi fa star male…non avendo alcuna sua foto l’unica risoluzione è questa.
    A volte penso che non è giusto che mi abbia abbandonato così, ora devo vedermela da solo, e contro di me il mondo intero. Lo odio per questo, doveva resistere, ma non è colpa sua in fondo. E non c’era cosa più bella che starmene accanto a lui…mi bastava il suono del suo respiro, niente di più…ora neanche quello. Il mio più grande dolore nasce dal fatto che non ho potuto dirgli che lo amavo..
    Per ora il mio rifugio alla vita è la scrittura e l’immaginazione, scrivo sempre di lui..si chiamava leo, un nome bellissimo a mio parere (ma sono di parte chiaramente). Io mi ritrovo quì a scrivere, mi sento già meglio..confidandomi a voi sarò certo che questo mio segreto rimanga ben custodito, almeno non avrò il timore di esser visto come un povero vinto della vita e un debole, quindi. A breve cambierò città, ma sono dannatamente legato a queste montagne, mi ricordano lui…tempo fa alla fiera del paese accanto al nostro comprammo due braccialetti di pelle, uno semplice, ed uno intrecciato che era il suo…lo tengo ancora al braccio, ed è bello sapere che lo indossava lui, che la sua pelle poggiava su questo braccialetto..voglio lasciarlo a lui, quindi ho pensato di posarlo sulla sua lapide..ma non ci riesco..sapete, a volte mi reco al cimitero semplicemente per osservare la foto del suo volto..tra un mese esatto sarà il suo compleanno, e puntualmente passo da lui, e piango come un bambino, ma almeno so che mi guarda…e che sente che ogni anno gli dico che lo amo, ancora ed immensamente..

    anonimo

  • qui troverete il pdf del comunicato stampa dell’associazione degli psicologi italiani

    https://docs.google.com/file/d/0B-FUrEs3D_wmU0hjREY5ZThOWGM/edit?usp=sharing