•   StopOmofobiaPaviaLeggendo l’articolo apparso lo scorso 13 Agosto sul “Giornale del Popolo” abbiamo trovato audace l’interpretazione dell’autrice che dal suicidio del giovane quattordicenne Andrea ha voluto depennare qualunque questione relativa all’omosessualità e all’omofobia. E’ stato proprio Andrea infatti a lasciare un messaggio nel quale riportava la sua sofferenza a causa degli insulti e della derisione dovuta all’omosessualità. Nessuno di noi può entrare nel merito di una vicenda drammatica come questa e cercare di interpretare cosa quel ragazzo pensasse o provasse. La cosa certa è invece che l’essere deriso, escluso e preso in giro a causa dell’omosessualità lo ha fatto soffrire aspramente.

    E’ pur vera la descrizione dell’adolescenza fatta nell’articolo, ovvero di un cammino verso la maturità fatto anche da dubbi e contraddizioni. Ma è altrettanto vero, come riportato nella letteratura scientifica, che il numero di tentati suicidi tra giovani omosessuali è sei volte superiore rispetto ai coetanei eterosessuali, e che giovani omosessuali e bisessuali rappresentano più della metà di tutti i suicidi giovanili (Teacher, 2003).

    Che l’omofobia e l’omonegatività esistano nelle nostre società non è solo evidente empiricamente ma anche attestato da diversi studi e ricerche. Zonaprotetta ha condotto un sondaggio nel 2012 tra giovani ticinesi sulla percezione dell’omosessualità ed è stato confermato il dato europeo: esiste una sostanziale considerazione negativa dell’omosessualità che si manifesta attraverso pregiudizi, emarginazione e violenza (verbale, psicologica e in minima parte fisica).

    Parlare della tragedia di Andrea senza considerare l’omofobia che ha dovuto subire non fa quindi solamente un torto a lui, ma anche a tutti gli altri adolescenti che si scoprono omosessuali. Sono gli adulti che dovrebbero tutelare i giovani ad avere spesso comportamenti di negazione verso l’omosessualità, tra i quali quello di non voler rendersi conto che l’omofobia esiste, ha un nome, come lo ha l’omosessualità che è una condizione di vita del tutto rispettabile. Non è lui che si è sentito diverso, come descrive l’autrice, ma è la società che fa sentire diverse tutte le persone che non aderiscono a determinati stereotipi.

    E se Andrea fosse stato emarginato in quanto proveniente da un altro paese? Quel razzismo sarebbe sembrato al Giornale del Popolo chiaramente legato alla sofferenza e alla disperazione di quel ragazzo? Ma così come per il razzismo o il pregiudizio verso qualunque condizione personale , anche per l’omofobia è necessario dare un nome agli errori che la società compie nei confronti di chi è più debole. Troppo spesso imputiamo la responsabilità delle tragedie a qualcuno di diverso da noi ”quel ragazzo era troppo fragile”, ”i compagni in autobus erano troppo superficiali”, ”i genitori assenti” ma la scomoda verità è che i pregiudizi riguardano tutte e tutti noi. Solo liberandoci dei nostri pregiudizi, ciascuno secondo le proprie possibilità e ruoli, possiamo contribuire attivamente al miglioramento delle condizioni di tutti.

     

    Marco Coppola – Zonaprotetta

     

     

  • Allerta sul Rischio di Meningite in Maschi che fanno Sesso con Maschi (MSM) – Agosto 2013

    Il 25 giugno 2013, la Germania ha segnalato tre casi di malattia meningococcica invasiva causati da un unico ceppo di N. meningitidis sierogruppo C. Il 26 giugno altri casi causati dallo stesso ceppo patogeno sono stati segnalati dal Belgio (un caso) e dalla Francia (tre casi). Tutti i casi si sono verificati tra Maschi che hanno fatto Sesso con Maschi (MSM). Tre cluster simili sono stati riportati in passato in Canada e negli Stati Uniti.
    A seguito di queste segnalazioni ECDC (www.ecdc.europa.eu) ha diffuso una allerta rapida che:

    • Informa sulla presenza di cluster di malattia meningococcica invasiva tra MSM in centri metropolitani europei causati da un ceppo che è stato associato ad un focolaio di simile con un alto tasso di mortalità a New York indica un aumento del rischio di Meningite tra MSM in Europa.
    • Allerta che viaggi e contatti internazionali, tra cui il contatto sessuale con partner stranieri, anche nel contesto di Gay Pride e di altri festival, possono essere fattori che facilitano la diffusione della malattia tra i maschi omosessuali.
    • Informa che sono necessari ulteriori studi microbiologici per fornire la prova di laboratorio di trasmissione diretta o indiretta tra i casi europei, così come tra i casi europei e statunitensi.
    • Allerta per aumentare la consapevolezza tra gli MSM, attraverso l’uso dei social media e delle community, così come tra gli operatori sanitari. Essenziale per la prevenzione e l’identificazione precoce di ulteriori casi.
    • Informa che la vaccinazione con il vaccino meningococcico coniugato contro il sierogruppo C costituisce un intervento di prevenzione efficace, e gli Stati membri dovrebbero considerare la vaccinazione come mezzo di controllo dei focolai in cui vengono identificati i cluster in specifiche popolazioni bersaglio.

    Rispondendo alla allerta dell’ECDC il Ministero della Salute ha diffuso una comunicazione sul Rischio di Meningite in MSM, riportata sotto:

     

    MINISTERO DELLA SALUTE PER MSM (Maschi che fanno Sesso con Maschi): RISCHIO MENINGITE

    Dal 2010 ad oggi, sono stati segnalati negli Stati Uniti, in particolare a New York, 22 casi confermati (inclusi 7 decessi) di malattia invasiva da meningococco del gruppo C, altamente virulento, in uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM), 12 dei quali erano HIV-positivi. L’ultimo caso risale al febbraio 2013. L’età media dei casi era 34 anni.

    Inoltre, tramite il Sistema Europeo di Epidemic Intelligence per le infezioni sessualmente trasmesse (EPIS-STI) ed il sistema di allerta rapido della Commissione Europea (EWRS), sono stati recentemente segnalati due focolai europei di malattia meningococcica invasiva da meningococco C.

    Il primo, rilevato in Germania, ha riguardato 5 giovani MSM residenti a Berlino. I primi 2 casi identificati si sono verificati a maggio 2013, avevano entrambi 24 anni, erano HIV-negativi e si conoscevano; uno è deceduto e l’altro è sopravvissuto, con danni cerebrali irreversibili. Gli altri 3 casi, tutti ventenni, sono stati identificati retrospettivamente: 2 risalgono a febbraio 2013 ed uno a ottobre 2012; non erano apparentemente collegati tra loro e 2 di questi sono deceduti.

    La tipizzazione dei ceppi di meningococco si basa sull’analisi di geni specifici del genoma batterico che definisce un codice identificativo per ogni isolato.

    Tutti i casi tedeschi sono stati causati da ceppi di sierogruppo C appartenenti alle seguenti varianti PorA-VR1: 5-1; PorA-VR2: 10-8 and FetA: F3-6.

    Il secondo cluster è stato rilevato in Francia, nella zona di Parigi, e ha coinvolto 3 MSM, HIV-negativi, di età compresa tra 29 e 45 anni. I casi sono stati segnalati tra il 13 ed il 20 giugno 2013. Analisi preliminari mostrano un’omologia tra il ceppo newyorchese e quello isolato nei pazienti francesi. Un caso sporadico, risalente a marzo 2013 e dovuto ad un ceppo con caratteristiche molecolari simili a quello tedesco, è stato identificato retrospettivamente in Belgio. Si tratta di un MSM, che una settimana prima dell’inizio dei sintomi era rientrato da un soggiorno di tre settimane a Londra.

    Ulteriori analisi molecolari dei casi europei sono ancora in corso, ma i dati attualmente disponibili mostrano che in tutti i casi sono stati isolati ceppi di meningococco di sierogruppo C, PorAVR1: 1.5-1, PorAVR2 :10-8 e FetA: F3-6.

    Da un’analisi preliminare dei dati della Sorveglianza Nazionale delle malattie batteriche invasive presso l’Istituto Superiore di Sanità, risulta che in Italia i casi dovuti a meningococco di gruppo C sono in diminuzione (da 46 casi tipizzati nel 2009 a 34 nel 2012) (report disponibile suwww.simi.iss.it/files/Report_MBI.pdf)

    Inoltre, dalle caratterizzazioni molecolari eseguite sui ceppi ricevuti in ISS, risulta che anche nel nostro Paese circolano meningococchi di sierogrupppo C con il genotipo identificato nei cluster europei e che, dal 2009 al 2012, è stato osservato un suo progressivo incremento percentuale sul totale dei ceppi C tipizzati (dal 16% nel 2009 al 62% nel 2012).

    Da un prima valutazione del rischio effettuata dal Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC di Stoccolma) a seguito degli eventi sopra citati, risulterebbe un rischio aumentato di malattia invasiva da meningococco del gruppo C in MSM, con più elevato tasso di letalità rispetto alla popolazione generale, in relazione, in particolare, a viaggi internazionali e/o alla frequentazione di eventi collettivi di massa, rivolti anche alla comunità gay, caratterizzati da alta prossimità e numerosità di persone, provenienti da diversi Paesi, riunite in spazi limitati, tenutisi e in svolgimento in Europa durante la corrente stagione estiva.

    E’ infatti in relazione a questi eventi ludici e sportivi di massa che si verifica un’occasione favorevole alla diffusione delle malattie infettive, soprattutto quelle a trasmissione aerea.

    Si segnala, in particolare, l’importanza di sensibilizzare gli associati/utenti in merito e di invitarli a rivolgersi ad una struttura sanitaria o ai servizi vaccinali per avere ulteriori informazioni sulle misure di prevenzione, tra le quali vi sono efficaci vaccini per la prevenzione della malattia meningococcica e si suggerisce di dare la più ampia comunicazione possibile dell’evento in oggetto, a partire dai centri clinici che hanno in carico MSM con HIV (ai quali, peraltro, tale comunicazione arriva in seguito a quella fatta, per gli aspetti di sanità pubblica, da questo Ministero agli Assessorati alla Sanità regionali).

     

  • Molti genitori si sentono in colpa per l’omosessualità del figlio. Ma non è l’educazione che determina l’ orientamento sessuale: ci sono omosessuali in famiglie di ogni tipo. Ogni persona è l’unica in grado di stabilire da chi si sente attratta. Non esistono cause possibili dell’omosessualità e pertanto alcun comportamento dei genitori può influenzare l’orientamento sessuale del figlio.

  • “Sono gay, tutti mi prendono in giro”:
    si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo

    La tragedia a Roma. L’ultimo messaggio alla famiglia: scusatemi. Si sentiva escluso anche dalla sua comitiva. Al vaglio gli sms inviati agli amici. Aperto un fascicolo contro ignoti, non si esclude l’accusa di istigazione al suicidio

    di EMILIO ORLANDO

    Lo leggo dopo
    "Sono gay, tutti mi prendono in giro":  si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo
    Una manifestazione di solidarietà per un ragazzo suicida del liceo Cavour di Roma 

    ROMA – “Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia”. Due messaggi, uno su un foglio di carta, l’altro su una pen drive. Poi la decisione di farla finita. Ha deciso così di togliersi la vita un quattordicenne, gettandosi dal terrazzo condominiale, la scorsa notte, a Roma.

    L’ennesimo dramma nella capitale, che arriva dopo la morte lo scorso novembre di un quindicenne gay trovato appeso a una corda nel bagno di casa dei nonni, e dopo il tentativo di suicidio di un altro adolescente che si è lanciato dalla finestra dell’istituto romano che frequentava, durante la ricreazione.

    GLI AMICI: “NON CI SIAMO ACCORTI DI NULLA”

    Prima di compiere il tragico gesto due sere fa, il giovane ha lasciato due messaggi in cui chiedeva scusa alla famiglia e spiegava che la decisione di farla finita era legata alla sua omosessualità. Quelle lettere raccontano di derisioni e prese in giro da parte di alcuni coetanei che lo avevano addirittura escluso dalla comitiva. La morte del ragazzino è avvenuta dopo le 2 di venerdì notte in una stradina della borgata romana di San Basilio. A dare l’allarme al 113 un giovane che stava rientrando a casa e ha visto il corpo dell’adolescente a terra nel parco giochi.

    LE ASSOCIAZIONI: “OMOFOBIA E’ EMERGENZA, SUBITO LEGGE”

    Quando il medico legale è arrivato sul posto ha subito escluso qualsiasi ipotesi di delitto. E non appena la polizia è salita in casa del giovane ha trovato i messaggi e ha ricostruito la dinamica della morte: l’adolescente prima si è provocato dei tagli alle braccia e all’inguine. Poi è salito sulla terrazza condominiale e si è lanciato nel vuoto da un’altezza di 20 metri.

    I genitori non trovandolo in camera si sono preoccupati e sono scesi in strada. Solo in quel momento hanno capito cosa era successo al figlio e il peso che si portava dentro. Un gesto estremo che forse meditava da tempo per le difficoltà che aveva avuto a confrontarsi con i suoi coetanei e con la famiglia. I poliziotti del commissariato San Basilio non hanno trattenuto le lacrime davanti a quella scena così drammatica. Alcuni passanti e frequentatori notturni del “Max Bar”, un locale aperto tutta la notte che sta proprio davanti al parco dove il cadavere è stato ritrovato, sono stati ascoltati dagli inquirenti per accertare l’esatta dinamica dei fatti.

    Le indagini, però, non si sono fermate al solo suicidio: al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche alcuni sms inviati dalla vittima ad alcuni amici dove raccontava il suo disagio, e in cui diceva che gli sfottò continui, da parte di bulli del quartiere e della comitiva riguardo alla sua omosessualità, lo sottoponevano a umiliazioni continue.

    Se si tratti di cyber bullismo o atti di omofobia lo accerteranno le indagini della procura di Roma che per il momento ha aperto un fascicolo contro ignoti. Non è escluso che si possa arrivare a ipotizzare il reato di istigazione al suicidio. I genitori del quattordicenne, entrambi dipendenti statali, non si danno pace per quanto accaduto al figlio. Un episodio che riporta alla mente il suicidio di un altro adolescente avvenuto nella capitale a novembre del 2012. Secondo la denuncia del portavoce di “Gay Center”, Fabrizio Marrazzo, il giovane trovato appeso a una corda nel bagno di casa era stato emarginato dagli amici. Su Facebook era stato creato un profilo con cui lo denigravano perché ”colpevole” di mettere lo smalto sulle unghie e di vestire di rosa e con colori vivaci.

    A Novara invece, all’inizio anno, si era

    consumata un’altra tragedia legata a bullismo e omofobia. Una ragazzina di quattordici anni si era gettata dalla finestra dopo le continue vessazioni subite da alcuni suoi coetanei sui social network sempre perché gay.

    È di qualche mese fa una lettera inviata a Repubblica di un ragazzino che desiderava morire proprio per la sua omosessualità, ma che poi ha scelto di vivere. Il caso esplose con forza, e a lui si interessarono anche esponenti del mondo politico.

    FONTE: http://www.repubblica.it/cronaca/2013/08/11/news/sono_gay_tutti_mi_prendono_in_giro_si_uccide_a_14_anni_gettandosi_dal_terrazzo-64608534/