«Il mio primo ricordo è di quando avevo 8 anni e mezzo: vedevo i grandi (14 – 16 anni) giocare a calcio nel cortile della scuola in calzoncini e a torso nudo e non posso dire che ne fossi attratto sessualmente, ma ero affascinato dai corpi, mi prendeva la voglia di essere un bel tipo, un figo, insomma di essere come loro. Ho vissuto tutta l’adolescenza con questa ambiguità: sentivo che in me c’era qualcosa di diverso rispetto alla maggior parte dei ragazzi che avevo intorno.»
Mirto, 28 anni

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