L’unica arma per combattere l’omofobia é la conoscenza, ma se molti gay se ne fregano e non combattono, quelli che rimangono – che solitamente sono pochi – devono combattere le battaglie di tutti.

Ma allora perché noi tutti non possiamo fare qualche piccolo gesto. Perché tante piccole azioni sono più efficaci di poche e forti. Vi faccio un esempio, quando passeggiate con il vostro ragazzo (a Lugano sul lungo lago o a Bellinzona sul viale stazione o in qualunque altro posto)  e come sempre state attenti a tenere le debite distanze così che nessuno dei passanti possa pensare che siete gay, fatevi un piacere: lasciate perdere quelle persone che vedendo due uomini che camminano mano nella mano guardano storto o insultano. Siate forti e prendete comunque per mano il vostro partner come fanno tutte quelle coppie di persone etero e normali quanto voi, e fregatevene dei poveri incolti che vi urleranno dietro, perché se le persone si abitueranno a vedere due ragazzi per mano la prossima generazione non avrà più i nostri problemi di omofobia.

Fatelo per loro ma sopratutto per voi, per la vostra librerà di esprimere il vostro amore.

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