Sono sette gli omicidi a sfondo omofobo che si sono consumati in Italia nel 2012 a cui ne vanno aggiunti tre verificatisi fino ad oggi nel 2013. Sono i numeri preoccupanti che emergono dal rapporto annuale presentato da Arcigay in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia che si celebra il prossimo 17 maggio.
Ma le violenze non finiscono qui. Secondo il documento, infatti, nove aggressioni fisiche di diversa gravità, undici casi di insulti e minacce contro persone lgbt per via del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, cinque casi di estorsioni e ricatti, due gli episodi di acclarato bullismo omofobo che hanno visto vittime altrettanti ragazzi delle scuole superiori e altri tre casi generici come quello che ha visto l’allontanamento di un prete dalla sua parrocchia dopo il coming out.

I numeri si riferiscono, naturalmente, ai casi noti e denunciati. Ad essi vanno sommati tutti quelli cui non è seguita una denuncia o che non sono stati raccontati neanche alle associazioni o ai mezzi d’informazione. La mancata denuncia delle violenze omofobe da parte delle vittime è ancora una realtà preoccupante in Italia, come denunciano costantemente le associazioni.
In più, secondo Flavio Romani, presidente di Arcigay nazionale, le cifre in realtà non registrano affatto una diminuzione degli atti di omofobia, quanto un calo dell’interesse dei media rispetto all’argomento. “Questi numeri non rappresentano alcuna flessione ma fotografano solo l’interesse dei media al fenomeno, che evidentemente è diminuito – dice Romani -. Sette omicidi solo nel 2012, a fronte dei due nel 2011 sono un’enormità”. “L’omofobia non dà tregua a gay, lesbiche e trans italiane – continua Romani – e non aiuta a comprendere la vastità del fenomeno l’assenza di un osservatorio pubblico”.

In occasione della Giornata contro l’Omofobia Arcigay lancia sul territorio nazionale una campagna di sensibilizzazione che sarà diffusa attraverso manifesti, cartoline, locandine, adesivi e magliette con quattro slogan stampati a caratteri cubitali bianchi e neri su sfondo rosso: “Alcune persone sono gay/lesbiche/bisex/trans Fattene una ragione!”. La campagna è nata, grazie al lavoro di Bruno Moroni affiancato da molti volontari, e alla collaborazione con l’associazione inglese Stonewall dalla quale è stato ripreso lo slogan “Some people are gay. Get over it!”, e sarà supportata online dal sito http://www.NoOmofobia.it .
Inoltre, l’associazione incontrerà, proprio il 17 maggio, il presidente del Senato Piero Grasso al quale chiederà l’impegno di calendarizzare l’estensione della Legge Mancino ai reati di omo-transfobia. “Vogliamo che questo 17 maggio sia l’ultimo senza una legge” conclude Romani.

Da gay.it e noomofobia.it

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