• Zonaprotetta sostiene l’iniziativa di Cambusateatro che propone:

    venerdì 28 novembre alle ore 21.00
    al teatro di Minusio, in via G.Motta 10

    ROAD MOVIE, spettacolo vincitore nel 1995 al festival di Edimburgo  e interpretato da Angelo Di Genio miglior attore under 30 nel 2011 (Premio Ubu2011)
    per info e prenotazioni scrivere a info@cambusateatro.com
    (T. 078 863 99 92)

    Una bancarella informativa di Zonaprotetta sarà allestita all’entrata dello spettacolo

    ROAD MOVIE
    Regia di Sandro Mabellini Con Angelo di Genio e Piero Salvatori al violoncello Produzione Beat 72 / Quartieri dell’Arte Roma ANGELO DI GENIO PREMIO UBU 2011 MIGLIOR ATTORE UNDER 30.
    Joel, trentenne gay innamorato di Scott, si precipita in un viaggio coast to coast per rincontrare l’amato, con la paura di amare e contemporaneamente della malattia che infesta gli anni 90 americani: l’AIDS. Joel affronta le sue paure grazie agli incontri che fa durante questo viaggio, confrontandosi con il dolore di due madri: Myra e Madiva, che hanno perso i propri figli per questo. Chiaro è il paragone nel testo a quello che 20 anni prima era stata la guerra del Vietnam, che, in ugual modo, aveva decimato mezza generazione di giovani americani. E come allora altri, qui è Joel a farsi portavoce di diritti non riconosciuti, in quanto vittime del presente.

  • L'emozionante appello di Colin Farrell per il matrimonio gay“Credo di aver capito più o meno a 12 anni come mio fratello non strisciasse nel fango eterosessuale come la maggior parte dei ragazzi della nostra età. Ricordo che mi sentì sorpreso. Incuriosito. Curioso. Non bi-curioso.

    Ero curioso perché era diverso da qualsiasi cosa avessi saputo o sentito, eppure non mi sembrava innaturale per me. Non avevo altri riferimenti riguardanti l’esistenza dell’omosessualità. Non avevo mai visto, a quell’età, una coppia gay. Sapevo solo che a mio fratello piacevano gli uomini e, ripeto, non mi è mai sembrato innaturale.

    Mio fratello Eamon non ha scelto di essere gay. Sì, ha scelto di indossare l’eyeliner a scuola, cosa che probabilmente non è stata la risposta più pragmatica alla tortura quotidiana che ha vissuto a causa dei bulli della scuola.

    Ma è sempre stato orgoglioso di chi fosse. Orgoglioso e ribelle e, ovviamente, provocatorio. Anche quando gli altri lo picchiavano e lo ridicolizzavano, inondandolo di ripugnanti risate di scherno, ha mantenuto intatte la sua integrità e la sua dignità.

    Non so dove siano quei bulli ora, quelli che lo picchiavano regolarmente. Forse alcuni di loro hanno trovato la pace e preferiscono dimenticare quell’io dal passato doloroso. Forse sono seduti su qualche sgabello di un bar a parlare di “uccelli e froci”, di cura e malattia.

    Ma io so dove è mio fratello. È a casa sua, a Dublino, a vivere in pace e amore con suo marito, Steven. Sono la coppia più sana e felice che io conosca. Ma sono dovuti volare in Canada per celebrare il loro matrimonio.

    Ecco perché tutto questo è qualcosa di personale. Il fatto che mio fratello abbia dovuto lasciare l’Irlanda per far sì che il suo sogno matrimoniale diventasse reale è folle. ASSURDO.

    È arrivata l’ora di raddrizzare la bilancia della giustizia in questo Paese. Iscrivendosi e registrandosi per votare il prossimo anno, in modo che la voce di ogni individuo possa essere ascoltato.

    Quante volte si ha la possibilità di fare la storia nella nostra vita? Non solo la storia personale. Familiare. Sociale. Comune. Globale. Il mondo starà a guardare. Noi dobbiamo dare l’esempio”

    Colin Farrell

    Fonte: Gay.it – L’emozionante appello di Colin Farrell per il matrimonio gay.

  • Prof picchia l’alunno: “Essere gay è una brutta malattia, vero?”

    16 novembre 2014

    PERUGIA – Insultato e picchiato a scuola da un docente. È quanto hanno denunciato alla polizia i genitori di uno studente di 14 anni che frequenta un istituto della provincia di Perugia. I fatti, rivela “Il Giornale dell’Umbria”, si sono svolti la settimana scorsa durante una lezione. Secondo il racconto del ragazzo, confermato da tre compagni di scuola, durante la lezione il professore, passeggiando per l’aula, avrebbe detto “essere gay è una brutta malattia” guardando fisso lo studente.

    Poi avrebbe ripetuto la frase, chiamando lo studente per nome e cognome. Alla domanda del ragazzo se si riferisse a lui, il docente avrebbe replicato: “Certo che dico a te, è brutto essere gay. Tu ne sai qualcosa”. Al che lo studente avrebbe risposto: “Sicuramente, da quando conosco lei”, scatenando la reazione del prof, che prima gli avrebbe sferrato due calci alle gambe e poi lo avrebbe colpito con due pugni alla spalla, prendendolo con forza per il collo.

    Solo dopo qualche esitazione il ragazzo ha deciso di raccontare il fatto ai genitori che, dopo averlo portato in ospedale, dove gli hanno riscontrato un grosso ematoma alla coscia giudicato guaribile in cinque giorni, hanno denunciato tutto alla polizia. Il preside dell’istituto, informato della vicenda, ha chiesto di poter indagare prima di prendere qualsiasi provvedimento, annunciando, come misura di cautela, l’intenzione di spostare il ragazzo di sezione inserendolo in un turno nel quale non può incontrare il professore. I genitori si sono affidati a un legale e hanno proceduto a depositare una querela, riservandosi ogni azione a tutela del figlio.

    Fonte: Prof picchia l’alunno: “Essere gay è una brutta malattia, vero?” – Repubblica.it.

  • Fonte: Prof picchia l’alunno: “Essere gay è una brutta malattia, vero?” – Repubblica.it.

    Prof picchia l’alunno: “Essere gay è una brutta malattia, vero?”

    16 novembre 2014

    PERUGIA – Insultato e picchiato a scuola da un docente. È quanto hanno denunciato alla polizia i genitori di uno studente di 14 anni che frequenta un istituto della provincia di Perugia. I fatti, rivela “Il Giornale dell’Umbria”, si sono svolti la settimana scorsa durante una lezione. Secondo il racconto del ragazzo, confermato da tre compagni di scuola, durante la lezione il professore, passeggiando per l’aula, avrebbe detto “essere gay è una brutta malattia” guardando fisso lo studente.

    Poi avrebbe ripetuto la frase, chiamando lo studente per nome e cognome. Alla domanda del ragazzo se si riferisse a lui, il docente avrebbe replicato: “Certo che dico a te, è brutto essere gay. Tu ne sai qualcosa”. Al che lo studente avrebbe risposto: “Sicuramente, da quando conosco lei”, scatenando la reazione del prof, che prima gli avrebbe sferrato due calci alle gambe e poi lo avrebbe colpito con due pugni alla spalla, prendendolo con forza per il collo.

    Solo dopo qualche esitazione il ragazzo ha deciso di raccontare il fatto ai genitori che, dopo averlo portato in ospedale, dove gli hanno riscontrato un grosso ematoma alla coscia giudicato guaribile in cinque giorni, hanno denunciato tutto alla polizia. Il preside dell’istituto, informato della vicenda, ha chiesto di poter indagare prima di prendere qualsiasi provvedimento, annunciando, come misura di cautela, l’intenzione di spostare il ragazzo di sezione inserendolo in un turno nel quale non può incontrare il professore. I genitori si sono affidati a un legale e hanno proceduto a depositare una querela, riservandosi ogni azione a tutela del figlio.