«Tutti i miei amici lo sanno, e anche la mia famiglia. Questo non pone assolutamente nessun problema, anche se credo che sia una cosa che intrighi, che susciti continuamente domande, sulle relazioni, sull’aids. Inoltre è un continuo lavoro su di sé per sentirsi bene nella propria pelle. Io non mi metto troppo in piazza, perché sono un po’ contro alla frangia militante, ma ho fatto il punto sulla mia vita. Quindi non credo che ci sia provocazione. Per questo va abbastanza bene.»
Enzo, 21 anni

«Il mio primo ricordo è di quando avevo 8 anni e mezzo: vedevo i grandi (14 – 16 anni) giocare a calcio nel cortile della scuola in calzoncini e a torso nudo e non posso dire che ne fossi attratto sessualmente, ma ero affascinato dai corpi, mi prendeva la voglia di essere un bel tipo, un figo, insomma di essere come loro. Ho vissuto tutta l’adolescenza con questa ambiguità: sentivo che in me c’era qualcosa di diverso rispetto alla maggior parte dei ragazzi che avevo intorno.»
Mirto, 28 anni